Offerte Hotel Estate e Inverno

Offerte di Stagione

Rimini Città

Hotel Rimini per Stelle
Rimini al cinema, in musica e in libreria!



E' conosciuta in tutto il mondo la fama di Rimini in quanto capitale del turismo, del divertimento e del glamour italiano:
non tutti sanno però, che la cittadina è stata spesso sede di set cinematografici di grande prestigio, icona della “bella vita” in molte pellicole appartenenti alla tradizionale comicità degli ultimi decenni e protagonista di varie opere d'arte.

Qui di seguito, riportiamo la “carriera” di Rimini in quanto protagonista di pellicole cinematografiche e non solo.

Nel 1953 Federico Fellini racconta la gioventù riminese ne “I Vitelloni”, storia di un gruppo di amici amanti delle donne e della bella vita. L'intreccio della storia si dispiega in una rievocazione della Rimini turistica, ricca di ospiti e particolarmente apprezzata per le sue spiagge e le iniziative organizzate. Sebbene la storia si svolga nella cittadina romagnola, le riprese furono messe in atto tra Firenze, Viterbo, Ostia e Roma.

Ne “La prima notte di quiete” film del 1972 di Valerio Zurlini, potrete scoprire una Rimini inedita, invernale e preda della nebbia. La trama racconta di un giovane professore (Alain Delon) che rimane affascinato da una sua studentessa e piano piano, prova ad avvicinarla. All'inizio lei è restìa ed indifferente, ma in seguito ad una visita a Monterchi alla scoperta delle opere di Piero della Francesca, cede all'attrazione verso il docente. Grandi segreti ed intrighi circondano la ragazza ma questi non riusciranno ad allontanare il professore da lei. Una serie di vicende avverse porteranno comunque ad una fine triste e inaspettata. In questa pellicola Rimini appare completamente diversa dalla sua consueta immagine vacanziera, molto più malinconica ed introspettiva, in linea con i personaggi e la trama del film.

Di tutt'altro genere la Rimini riprodotta a Cinecittà per la lavorazione di “Amarcord” di Federico Fellini. Nel film del 1973 essa viene rappresentata in versione surreale ed onirica come il regista l'aveva sognata e ricordata. La trama è incentrata in particolar modo sul passaggio dall'adolescenza alla maturità del protagonista, Titta Biondi. Nelle varie scene, si alternano momenti di vita quotidiana a feste di paese, scherzi giovanili a rappresentazioni delle famiglie romagnole di quel tempo. Molti luoghi, fatti e protagonisti sono direttamente ricavati dalle esperienze autobiografiche di Fellini che nella pellicola traccia i profili di numerosi personaggi tipici della Romagna, rimasti nell'immaginario collettivo: la procace tabaccaia, il suonatore cieco, il venditore ambulante, ecc.

La pellicola ha riscosso un successo tale che tuttora l'espressione tipicamente romagnola “amarcord” (letteralmente “io mi ricordo”) viene utilizzata e citata in tutto il mondo.

Qualche anno dopo, precisamente nel 1987 e nel 1988, furono girate due pellicole in perfetto stile vacanziero e della commedia all'italiana (che in quegli anni avevano molto successo): “Rimini, Rimini” e “Rimini, Rimini - Un anno dopo”. Entrambe le pellicole sono suddivise in diversi episodi e tutte godono della partecipazione di attori famosi nel panorama italiano.

L'immagine che si percepisce della cittadina è quella di una località ricca di divertimenti, all'ultima moda e meta del popolo italiano alla ricerca della vacanza “in”, magari avendo la possibilità d'incontrare qualche personaggio famoso: insomma, tutta sole, discoteche e locali trendy.

Nel 2001, Rimini ha fatto da scenografia ad una miniserie basata su fatti realmente accaduti ed intitolata “Uno bianca”. Protagonista della pellicola è Kim Rossi Stuart, che nella serie interpreta un poliziotto, tale Valerio, sulle tracce della Banda della Uno Bianca che tra il 1987 e il 1994 terrorizzò con stragi ed estorsioni la zona del bolognese.

Dopo varie indagini, scontri, interrogatori e situazioni pericolose, Valerio riesce a sconfiggere l'ultimo componente della banda, mettendo la parola fine all'incubo.
Rimini, in questa pellicola, fa da scenografia alle scene d'azione e alle indagini poliziesche che la trama prevede.

Un altro film che ha avuto Rimini come ambientazione è il recente “Da zero a dieci” secondo diretto dal cantante Luciano Ligabue nel 2002. In questa pellicola viene raccontata la storia di quattro ultra trentenni che, qualche anno prima, erano stati costretti ad interrompere una folle vacanza sulla Riviera Romagnola a causa di un drammatico incidente. Decidono quindi, qualche anno dopo, di riprendere la vacanza esattamente dal punto in cui l'avevano lasciata: tornano a Rimini e trascorrono le loro giornate a divertirsi. In quel frangente stabiliscono di organizzare il compleanno di ciascuno e di esaudirne il desiderio: tutti avranno ciò che da sempre desiderano realizzare, tranne Libero, il protagonista, che muore tragicamente correndo sul circuito di Misano Adriatico.

In questo film Rimini viene rappresentata come la località turistica che è oggi, altamente ospitale e ricca di svaghi e luoghi tra i più amati di tutta Italia.

Ma questa cittadina non è stata solo citata in pellicole cinematografiche: nel 1978 il cantautore Fabrizio De Andrè ha intitolato il suo album “Rimini” incentrando i suoi testi sulla giovane figlia di un droghiere, Teresa, che esplora la sua fantasia affrontando temi importanti come l'aborto, la gioventù in una città turistica e gli amori che durano il tempo di una stagione.

Altra citazione nei riguardi della cittadina Romagnola è sicuramente il libro di Pier Vittorio Tondelli “Rimini” in cui lo scrittore descrive una cittadina libera da qualsiasi moralismo o filtro, nella molteplicità delle sue caratteristiche, con il solo scopo di creare un romanzo veritiero e realista.