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Da Ariminum a Rimini: storia e tradizione



L'insediamento che poi diventerà la cittadina di Rimini ha profonde origini, che vanno fatte risalire al paleolitico: proprio in questa epoca l'uomo primitivo ha costituito, assieme ai suoi compagni, il primo nucleo aggregativo situato tra il mare e il colle di Covignano.

La prima vera e propria fondazione della cittadina fu attuata con grande probabilità dagli etruschi villanoviani provenienti dalla vicina Verucchio, località molto importante per questo popolo: essa avvenne per ragioni di tipo commerciale, considerata l'ottima posizione con facile approdo dal mare.

In seguito, la cittadina fece parte del dominio umbro e celtico, attuando molto spesso contatti con Egina, nel mondo Egeo, che considerava l'attuale Rimini alla stregua di un emporio (sono stati ritrovati frammenti di ceramica greca).

Il predominio dei celti portò sicuramente grande prestigio alla cittadina e ne valorizzò la posizione, caratteristica che le fece conquistare, in seguito, l'attenzione del grande Impero Romano.

Fu nel III secolo che queste zone si trovarono invischiate negli scontri tra i Galli ed i Sanniti contro i Romani. Nonostante ciò nel 268 a.C., il popolo Romano fondò la colonia chiamata “Ariminum” alle foci del fiume Ariminus (l'attuale fiume Marecchia), insediamento utile contro l'avanzata dei Galli e come avamposto per espandersi nella Pianura Padana.

Oltre all'ottima posizione rispetto al mare (caratteristica che portava il suo porto ad essere un centro del traffico di merci), Ariminum costituiva un centro nevralgico nelle comunicazioni verso tutta Italia: essa infatti era crocevia tra la via Flaminia (che andava da Roma ad Ariminum), la via Emilia (che collegava Ariminum a Placentia, l'odierna Piacenza) e la via Popilia-Annia (che univa Ariminum con Ravenna, Adria, Patavium, Altinum, Aquileia, Tergeste l'attuale Trieste).

Una volta entrata a far parte dell'Impero Romano, Ariminum vi rimase fedele e godette dell'attenzione di molti famosi condottieri ed imperatori che qui costruirono prestigiose strutture, quali il Ponte di Tiberio, l'Arco d'Augusto, il Teatro e l'Anfiteatro.

Un'altra importantissima costruzione di questo periodo, di cui però non ci è rimasta alcuna traccia, è l'antico porto della città, ubicato con molta probabilità al posto dell'odierna stazione ferroviaria: esso era sicuramente in pietra bianca d'Istria, come quelle dell'Arco d'Augusto (successivamente, con i ritrovamenti delle pietre portuali, vi fu rivestito il Tempi Malatestiano).

Da qualche anno è stato aperto al pubblico un sito di straordinaria importanza dal punto di vista storico ed archeologico risalente a questi anni: è stata infatti rinvenuta un'antica abitazione di un chirurgo romano, la famosissima “Domus del chirurgo”, in cui sono stati ritrovati numerosi strumenti di lavoro e mosaici d'inestimabile valore.

Seguì la crisi dell'Impero Romano che vide numerose lotte interne ed invasioni; nel 359, a seguito di ciò, la giovane comunità Cristiana tenne a Rimini un importante concilio.

Negli anni successivi, la cittadina fu al centro degli scontri tra goti e bizantini, venendo occupata dai primi nel 549 d. C. ed assediata dai secondi nel 552 d. C. (evento durante il quale venne distrutta la prima arcata del Ponte di Tiberio).

L'assedio portò al dominio dell'Impero Bizantino a partire dalla metà del VI secolo d.C. periodo in cui Rimini godette di tranquillità, venendo a far parte della Pentapoli marittima ed essendo inclusa nella zona della Romània ben distinta dalla Longobardia (zona appartenente ai longobardi, l'attuale Lombardia). Il nome Romània, derivava direttamente dal fatto che i bizantini venivano considerati come gli eredi dei romani.

Nel corso dell'Alto Medioevo, Rimini venne pressochè abbandonata, restringendo la zona abitata e relegando l'Arco d'Augusto e il Foro nei campi, anche se essi erano compresi nelle mura cittadine.

Nel XII secolo la cittadina divenne Comune e nel secolo successivo vi furono costruiti numerosi edifici sacri a causa degli svariati ordini religiosi che vi si stabilirono (per questo motivo Rimini fu frequentata da molti artisti illustri provenienti da tutta Italia).

In questi anni furono edificati numerosi palazzi civili, tutti concentrati intorno alla Piazza del Comune: questi furono anche gli anni in cui il centro del potere fu spostato in quest'area, destinando il Foro ad ospitare il mercato e, in tempi successivi, le giostre.


Fu costruito inoltre un nuovo porto alle foci del fiume Marecchia, che segnò l'origine dell'attuale Borgo San giuliano: questa nuova posizione era considerata più sicura e riparata rispetto al porto preesistente.

Nel 1295 Rimini divenne una Signoria sotto la guida della potente famiglia Malatesta (legata allo Stato Pontificio), che portò la cittadina a sposarsi alla causa guelfa.

In questi anni Rimini acquistò prestigiose costruzioni messe in atto dalla famiglia, per mostrare a tutti il loro potere e il loro ruolo di assoluto comando sulla città: primo fra tutti il famoso Castel Sismondo (iniziato nel 1437 e terminato nel 1446), residenza del signore di Rimini per antonomasia, Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Un altro importante monumento prodotto in questi anni è sicuramente il Tempio Malatestiano, progettato da Leon Battista Alberti nel 1450 su la preesistente Chiesa di San Francesco, d'impianto medievale. Questa chiesa ha un nome tendenzialmente laico a causa dei numerosi elementi pagani presenti dedicati alla famiglia Malatesta piuttosto che a santità o a simboli cristiani.

Nel corso del '500, cacciati i Malatesta, Rimini divenne una piccola città sotto il governo dello Stato Pontificio: è in questi anni che molti degli edifici sacri e delle piazze acquistano le attuali sembianze.

Il '700 in particolare fu un secolo di scorrerie, attacchi da parte dei pirati e razzie di ogni genere che però non impedirono ai riminesi di specializzarsi nel mestiere della pesca.

Ma fu nel corso dell' 800 che Rimini scoprì la sua reale vocazione: nel 1843 nacque il primo stabilimento balneare. Sorsero i primi palazzi per feste mondane, come il Kursaal, ed i primi alberghi di gran lusso, come il Grand Hotel. In seguito ai bombardamenti e alle distruzioni avvenute durante la seconda guerra mondiale, Rimini diede nuovo impulso allo sviluppo delle strutture alberghiere, costruendosi una propria economia interna e creando il nuovo modello turistico italiano.

Gli operatori turistici di oggi hanno ereditato questa voglia di rinnovarsi e di creare sempre nuove possibilità per rendere il soggiorno dei suoi ospiti più gradevole possibile.